Guida / Position paper · Edizione ottobre 2026

Il metodo, oltre
i singoli strumenti.

I dieci pilastri con cui TM & PARTNERS SCF collega pianificazione patrimoniale, decisioni di investimento e controllo del rischio.

Una guida per comprendere le ragioni delle scelte, porre domande più precise e leggere il portafoglio nel contesto del proprio patrimonio.

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18 pagine · Dieci pilastri · Esempi e checklist
Copertina del position paper TM & PARTNERS SCF: I dieci pilastri delle decisioni di investimento
Internal Risk and Portfolio Evaluation
Una lettura concreta

Prima gli obiettivi.
Poi il portafoglio.

Il punto di partenza è conoscere il cliente: scadenze, liquidità necessaria, vincoli e capacità di sostenere perdite. Su questa base si costruisce l’asset allocation, si valutano gli strumenti e si verifica la coerenza delle raccomandazioni.

Il position paper presenta la filosofia di investimento della società. La nuova edizione rielabora il documento interno del marzo 2025, con spiegazioni accessibili, esempi illustrativi, un glossario e fonti di approfondimento. I modelli del 2025 sono riportati come riferimenti storici, senza trasformarli in proposte di investimento attuali.

Le fondamenta del metodo

I nostri dieci pilastri.

Dieci riferimenti che lavorano insieme: dall’architettura del portafoglio alla qualità del confronto con il cliente.

ILa centralità dell’asset allocation nel medio/lungo termine

Prima l’architettura del portafoglio, poi i singoli strumenti.

L’asset allocation definisce come ripartire il patrimonio investibile tra classi di attività e fonti di rischio. Nel metodo TM & PARTNERS SCF è la struttura portante delle raccomandazioni: collega gli obiettivi del cliente ai tempi, alla liquidità necessaria e alla capacità di affrontare perdite. La selezione degli strumenti e gli aggiustamenti tattici operano all’interno di questa struttura.

La domanda da fare: Quali obiettivi e scadenze giustificano la distribuzione attuale del patrimonio?

IIMetodologie quantitative e qualitative integrate e internalizzate

Dati misurabili e giudizio professionale lavorano insieme.

TM & PARTNERS SCF descrive nel documento originario un processo di analisi interno, alimentato anche da provider esterni. I dati quantitativi aiutano a confrontare esposizioni, costi, volatilità e relazioni tra investimenti. Le valutazioni qualitative permettono di leggere il contesto economico, la struttura degli strumenti e la qualità delle informazioni.

La domanda da fare: Quali evidenze supportano la raccomandazione e quali ipotesi potrebbero cambiarla?

IIIIl ruolo dei modelli quantitativi macro top-down

Gli scenari orientano l’analisi, con attenzione ai loro limiti.

L’approccio macro top-down parte dal quadro economico generale per leggere le possibili implicazioni sulle classi di attività. Crescita, inflazione, tassi, credito e liquidità contribuiscono alla costruzione degli scenari. I modelli aiutano a organizzare questi segnali e a confrontare ipotesi alternative.

La domanda da fare: Come cambierebbe la valutazione se lo scenario centrale non si realizzasse?

IVInvestimento vs trading: la creazione di valore nel tempo

Obiettivi e disciplina precedono la frequenza delle operazioni.

TM & PARTNERS SCF orienta le raccomandazioni a una logica di investimento. Il punto di partenza è la funzione del capitale nel piano del cliente: finanziare obiettivi, sostenere scadenze e mantenere un rischio affrontabile. La frequenza delle operazioni deve derivare da queste esigenze e da motivazioni documentabili.

La domanda da fare: Questa operazione risponde a un cambiamento del piano o a una reazione del momento?

VEfficienza e massimizzazione del rapporto rendimento/rischio

L’efficienza si valuta dopo costi, vincoli e rischi.

Il quinto pilastro esprime l’obiettivo di cercare un rapporto rendimento/rischio efficiente. La valutazione riguarda il portafoglio nel suo insieme e il contributo delle singole scelte. Rendimenti attesi, rischi e costi devono essere confrontati su basi coerenti; un rapporto stimato migliore non costituisce una promessa di risultato.

La domanda da fare: Il beneficio atteso della modifica supera i costi e i rischi che introduce?

VIApproccio ibrido tra rischio di mercato e rischio di gestione

Esposizione ai mercati e scelte attive vanno valutate separatamente.

Nel modello TM & PARTNERS SCF la costruzione del portafoglio combina esposizioni diversificate e scelte attive, evitando una lettura rigidamente tutta passiva o tutta attiva. È una scelta metodologica della società, da applicare in funzione degli obiettivi e dei vincoli del singolo cliente.

La domanda da fare: Quanto del risultato dipende dai mercati e quanto dalle scelte rispetto al riferimento?

VIIProfilazione del rischio e pianificazione patrimoniale

La persona e il patrimonio determinano il perimetro delle scelte.

La costruzione del portafoglio parte dalla conoscenza del cliente: obiettivi, situazione economica, esperienza, vincoli e preferenze. Disponibilità emotiva ad affrontare oscillazioni e capacità finanziaria di sostenere perdite sono dimensioni distinte. Anche un investitore abituato ai mercati può avere scadenze che limitano il rischio sostenibile. [2]

La domanda da fare: Quale perdita potrei sostenere senza compromettere spese essenziali e obiettivi prioritari?

VIIIMassima diversificazione

Contano le esposizioni sottostanti, non il numero dei prodotti.

Il metodo ricerca un’ampia diversificazione tra classi di attività e al loro interno, coerente con il profilo del cliente. Paesi, settori, emittenti, scadenze, qualità creditizia e valute aiutano a descrivere come i rischi si distribuiscono. La diversificazione deve essere valutata sull’insieme del patrimonio finanziario.

La domanda da fare: Se un settore, una valuta o un emittente entrassero in difficoltà, quanto inciderebbero sul totale?

IXChinese wall tra asset allocation e risk management

Ruoli distinti rendono più verificabile il controllo.

Il documento originario assegna al Comitato di Investimento la strutturazione e revisione dei modelli e a uno specifico ufficio interno il controllo dei rischi. La separazione funzionale tra chi propone e chi verifica permette di confrontare le scelte con regole, limiti e policy condivise.

La domanda da fare: Chi verifica i rischi delle proposte e come viene documentata la risposta agli scostamenti?

XTrasparenza e comunicazione con il cliente

Le decisioni diventano comprensibili e rivedibili.

TM & PARTNERS SCF considera la comunicazione parte integrante della pianificazione. Il cliente deve poter capire le motivazioni delle raccomandazioni, i rischi assunti, i costi e i risultati osservati. Il dialogo permette inoltre di raccogliere nuove informazioni su obiettivi, vincoli e sensibilità al rischio.

La domanda da fare: Riesco a spiegare perché il portafoglio è costruito così e quando andrà rivisto?

Dentro la guida

Dal principio alla domanda utile.

Ogni pilastro è accompagnato da una spiegazione, un’applicazione pratica, un esempio e un punto di attenzione. L’obiettivo è rendere leggibile il ragionamento, mantenendo chiari i limiti delle stime e dei modelli.

  • VaR, volatilità, drawdown e stress test: cosa misurano e cosa lasciano fuori.
  • Costi, liquidità e concentrazioni: leggere le esposizioni nell’insieme.
  • Nove modelli del documento originario, con data e perimetro espliciti.
  • Dieci domande da preparare prima del confronto con il consulente.
La guida completa

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Il position paper è informativo: non sostituisce una valutazione personalizzata. Gli investimenti comportano rischi, anche di perdita del capitale; modelli e diversificazione non garantiscono risultati futuri.

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